24 giugno 2009

U SANGUVANNI

(Sortino Affreso sopra il fonte battesimale della Chiesa Madre -foto giannidip)

Oggi 24 giugno San Giovanni (auguri a tutti i Giovanni...).
A Sortino in questi giorni maturano (o maturavano) “i ficu sangiuvannari”, una gustosa primizia, che preannunciava future scorpacciate di succulenti fichi “ca cammicia strazzata”.
(foto giannidip)

Qualche generazione fa, sempre a Sortino, nel corso di questa giornata, alcuni si scambiavano “u sangiuvanni”.
Così, il Pitrè, in un suo libro sugli usi e costumi nei paesi siciliani, descrive la “cerimonia” che si svolgeva a Sortino:

- Come si contrae il comparatico in Sortino.
Usanza comune praticata in Sortino, è quella della mela.
Due donne, che vogliono mantenere stretta l’amicizia e renderla più salda col sangiovanni (comparato), prendono una mela, vi fanno la croce, recitano un credo, la dividono in due parti uguali e ciascuna mangia la sua metà, si baciano ed esclamano:

zoccu avemu

ni spartemu,

semu cummari

pi tuttu lu tempu.


Altre intrecciavano i mignoli delle rispettive destre, e dicevano:

cummari, cummaredda,

ca viniti a funtanedda,

pi cogghiri rosi e sciuri

pi parari lu Signuri. –

(Ricerca suggerita da Mario Pane)

19 giugno 2009

TURISTI A SORTINO - ALLA CHIESA DI S. SEBASTIANO, BENEDETTINE E S. FRANCESCO

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RICEVO DALL'AMICO FRANCO RAFFA, LA SEGUENTE DESCRIZIONE E LE FOTO, RELATIVE ALLA TERZA "GITA" DEL CENTRO ANZIANI DI SORTINO.
(Per ingrandire le foto cliccate sulle stesse)

Caro Gianni, come da impegno ecco il resoconto della terza giornata turistica del gruppo del centro anziani che hanno voluto scoprire i nostri monumenti.
L’idea di fondo è che possa servire da stimolo a fare riaffiorare ricordi sopiti dal tempo e dalla lontananza. Ricordi sebbene sopiti, ma sempre vivi, in coloro che vivono lontano da tanti anni e magari potrebbero non aver chiaro il ricordo di tante cose belle che sono e restano patrimonio di tutti i “Sciurtinisi”.
Questo ciclo di giri turistici, proposto dal comitato di gestione del Centro Anziani è stato supportato dal Sindaco Prof. Paolo De Luca che, tra il personale ha individuato e delegato me a fare da ‘cicerone’ ai ‘turisti indigeni’.nella ri-scoperta dei tesori e capolavori d’arte custoditi nelle chiese di Sortino.
Come da programma alle ore 16.30, il gruppo di turisti, con una puntualità di stampo inglese!, è stato introdotto alla visita della chiesa di San Sebastiano.
La prima delle cinque chiese costruite sul nuovo asse viario principale, della nuova Sortino ricostruita, dopo i terremoti del 1542 e del 1693,sul pianoro del Colle Aita, con il chiaro riferimento al tema urbanistico dell’impianto classico delle due strade principali intersecantisi ai quattro canti su una concezione cruciforme, e con un impianto sacro scenografico legato alle funzioni religiose ma di questo se ne potrebbe parlare in qualche altra occasione, relativamente alla concezione e all’uso dello spazio urbano.
Ritornando alla chiesa di San Sebastiano questa, ad una sola navata, è sopraelevata rispetto al piano di calpestio del Corso Umberto, vi sono cinque gradini di dislivello e attraverso una grande porta lignea, sulla quale sono scolpiti i simboli del martirio di san Sebastiano, si accede all’aula.
Il vano di accesso è delineato da due colonne, su plinti rettangolari alti, che reggono il timpano convesso sormontato dalla grande finestra centrale, delineata da due larghe volute con le statue della Fede e della Speranza, chiusa dal timpano triangolare sormontato dalla croce.
L’interno è riccamente decorato. Abbondano gli affreschi: la volta fu decorata dal Crestadoro che la dipinse nel 1779 i tre affreschi rappresentano scene della vita di San Sebastiano. Nel primo affresco l’imperatore che non si capacita della fede cristiana del suo fedele pretoriano; il grande affresco centrale, la scena è ambientata sullo spazio di una villa imperiale visibile il colonnato circolare raffigura il processo e la condanna di San Sebastiano, nel terzo affresco è raffigurato San Sebastiano accudito e curato da Santa Irene, la matrona romana, che lo cura dopo il primo martirio. San Sebastiano è detto bimartire perche fu martirizzato due volte la prima volta con le frecce, essendo un soldato della Coorte imperiale di nobile famiglia aveva diritto ad una morte ‘nobile’, la seconda volta fu invece flagellato e buttato nella cloaca maxima.
La Chiesa pur essendo piccola è riccamente affrescata e dove manca il disegno gli stucchi la ricoprono. Le lunette che sorreggono la volta a botte sono ricoperte di stucchi a rete.
L’effetto scenografico della volta è particolarmente reso leggero dalla serie di angeli a stucco ( sono 14) che reggono i simboli del Santo: LA faretra, LE frecce, GLI archi, stendardi scudo ecc.
La navata è illuminata da sei finestre laterali che si alternano con gli affreschi( realizzati questi nel 1881) che raffiguravano alcuni profeti .
Il catino dell’abside, suddiviso in tre spicchi è stato affrescato, invece, da Niccolò Sapia intorno al 1800. Volendo entrare nel merito pur senza averne titolo è da dire che questi affreschi sembrano il frutto di un primo approccio di un artista con la tecnica degli affreschi. Vi sono rappresentate delle scene bibliche Giacobbe e Sara che sacrificano l’agnello al posto di Isacco
(foto 83)
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, Caino che uccide Abele
(foto 84)
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. E quello di sinistra meno leggibile per l’usura del tempo.
(foto 82)
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L’aspetto iconografico di questa chiesa è particolarmente curato per quanto attiene la rappresentazione delle virtù cristiane.
Nell’abside della chiesa sono rappresentate la Giustizia con una statera in mano (a statia) ,
(foto 81)
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la Verità che si specchia, nella navata sopra gli archi degli altari laterali invece sono raffigurate la Pietà,il Martirio,la Costanza, la Castità, la Magnanimità e il desiderio del martirio.
Le pareti laterali sono delineate da quattro grandi archi due contengono solo delle pale d’altare a destra l’Angelo custode che indica ad un fanciullo la Trinità in alto. Una curiosità di questa tela in basso una maschera accanto ad un libro.
(foto 92)
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Di fronte è il quadro di Sant’Eligio, protettore degli orafi e dei fabbri, qui è raffigurato che riattacca il piede ad un cavallo.
(foto 91)
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Lo spazio della porta laterale, prospiciente la piazzetta che oggi è chiusa, custodisce la statua di San Sebastiano e la vara per la processione. Questa statua è stata rimossa dall’altare centrale.
Gli altri due grandi archi racchiudono i due altari laterali della Chiesa. Uno con il crocifisso su uno sfondo di intagli lignei ed alcune reliquie, ai piedi della croce è un quadro dell’Addolorata. Di fronte il quadro che raffigura la natività di Maria Vergine in braccio a S, Anna.
(foto 90)
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Le pareti della chiesa erano colorate di verde effetto marmo. Durante gli ultimi lavori di restauro, l’Architetto Nivea Buccheri ha ritenuto di recuperare gli aspetti filologici e ha restituito l’interno al colore bianco calce originario. Infatti, oggi solo quattro paraste degli archi di destra conservano una parte visibile dell’effetto marmo oggi rimosso.
Ai lati dell’altare maggiore sono appesi due quadri che colpiscono per la fattura completamente diversa rispetto alle grandi pale d’altare. Questi due quadri sono antecedenti alla costruzione della chiesa: uno rappresenta Sant’Orsola affiancata da uno stuolo di vergini tra queste si notano Santa Sofia, Santa Lucia e Sant’Agata.
(foto 78)
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L’altro quadro è un raro esempio di costruzione iconografica: una natività completa con Santa Sofia e San Sebastiano.
(foto 80)
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La grande pala che sovrasta l’altare ligneo è stato dipinto da Sofio Ferrera nel 1711 su commissione del Sacerdote Don Antonio Failla.
L’impianto dell’altare maggiore si presenta in una veste poco nota alla maggior parte dei fedeli, infatti la rimozione dell’apparato ligneo che conteneva la statua di San Sebastiano, per la scelta del restauro filologico, ha portato alla luce la grande pala d’altare di San Sebastiano che presenta una scena drammatica ricca di personaggi, nei chiaroscuri. Sulla scena domina il corpo statuario ben concepito nelle movenze del dolore del Martire, la luce promana dal suo corpo che è il punto centrale dell’impianto pittorico e viene messa in evidenza la disperazione dei cristiani, la rudezza e la violenza degli arcieri che mostrano il loro odio per il cristiano e sullo sfondo delle figure eteree simbolo della serenità che infonde il sacrificio per la fede.
(foto 85)
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Nella sagrestia è conservato un altro quadro del miracolo di Sant’Eligio. Si possono confrontare i due quadri nelle foto allegate per avere chiare le idee sulla datazione delle due opere d’arte.
La foggia degli abiti, la semplicità prospettica, i paramenti sacri lo datano più antico rispetto alla costruzione della chiesa, si può affermare con certezza che è una delle opere d’arte recuperate dopo il terremoto che distrusse Sortino.
(foto 88)
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Nella stessa chiesa c’è anche una bellissima acquasantiera.
(foto 108)
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Per questa giornata era stata programmata anche la visita alla chiesa del Monastero, ma dei motivi tecnici hanno limitato la visita alla facciata esterna della Chiesa barocca sormontata dalla torre campanaria. La facciata semplicissima nei decori, offre un effetto scenografico nella convessità centrale che promanando dai lati concavi la rendono movimentata su tutti i tre ordini in cui si suddivide.
Alzare un attimo il naso all’insù, godere della possente facciata, è una sensazione che si arricchisce di sorpresa e meraviglia. Infatti, il lavoro certosino di abili scalpellini e la e perizia di maestri intagliatori hanno saputo costruire un capolavoro d’arte rendendolo unico nel suo genere. La ricchezza di motivi floreali nelle trabeazioni e nei due timpani che la compongono sono un’esplosione di armonia che hanno modellato la fredda pietra alla sublimazione dell’occhio.
(foto 118 )
(foto 02)
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Per compensare la mancata visita all’interno, per motivi tecnici, prima di spostarci a San Francesco è stata attenzionata la facciata del Monastero.
Dopo i recenti restauri del 2008, sono state lasciate a faccia vista i resti lapidei di due finestre ottagonali che illuminavano l’antica Chiesa del Monastero.
(foto 01)
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La visita è stata l’occasione per la riscoperta dell’esterno della Chiesa di Santo Mauro, prospiciente la via Roma, di cui resta il portale del tardo 500, la finestra centrale, la trabeazione retta poggiante su due piedritti in pietra di intaglio ed Il frontone del portale, oggi murato, che è riccamente ornato con cinque “metope” scolpite ad alto rilievo con motivi floreali.
(foto 04).
(foto 04).
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Questa è stata una vera sorpresa per i partecipanti che alcuni sebbene nati in questa zona non avevano mai notato i particolari ‘murati’ della chiesa dedicata all’abate benedettino San Mauro da cui deriva il nome al quartiere dei “ maurini”.
All’interno del monastero è ancora conservata la pala d’altare di San Mauro.
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Per compensare la mancata visita all’interno della Chiesa, il gruppo dei turisti sortinesi alla scoperta del loro paese si è trasferito alla chiesa dell’Immacolata annessa al Convento di san Francesco.
La visita è stata possibile grazie alla disponibilità di Lucia Tuccitto Montalto.
La Chiesa come tutte le chiese dei minori conventuali è dedicata all’Immacolata. L’altare maggiore è dominato da una grande pala d’altare rettangolare che raffigura l’Immacolata nella gloria dei santi francescani dei rami maschili e femminili.
I due altari prima dell’abside godono del privilegio papale e della concessione delle indulgenze plenarie per il culto della Vergine immacolata, come evincesi dalle iscrizioni lapidee che li affiancano e che li eleva ad “Altari Privilegiati” per il culto dell’Immacolata. Il quadro di sinistra rappresenta la gloria dell’Immacolata, ed è impreziosito da alcuni gioielli a destra invece la concessione dell’indulgenza plenaria a San Francesco.
Dopo l’ingresso, un sontuoso altare in pietra, ricco di volute in pietre, racchiude una statua di Sant’Antonio da Padova e a destra la tela della crocifissione con l’inserto della croce lignea e della statua di Cristo in cartapesta. Vi è anche la statua dell’Immacolata in cartapesta.
L’altare maggiore è rivestito da alcuni preziosi paliotti d’altare, finemente ricamati con fili in oro ed in argento. Il corredo sacro di questa chiesa era particolarmente ricco in quanto era la chiesa dei Marchesi che qui avevano la loro sepoltura di famiglia.
Nella sagrestia è contenuto un enorme “casciarizzo” costruito nel 1787.
(foto 119)
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Abbiamo potuto ammirare, anche, un prezioso tavolo riccamente intarsiato in avorio e ossidiana. (foto 124 )
(foto 126)
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Uno dei quadri alle pareti della sagrestia raffigura il cuore di Maria, l’opera è firmata e datata da un frate conventuale “ Fr. Sarullo min. pinx. 1860”, una delle partecipanti al gruppo, Angela Pane Santo, lo ha definito di una bellezza “raffaelliana”: un volto che promana serenità e ispira fiducia.
(foto 120)
(foto 123)
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Il Convento è attualmente in restauro, il chiostro dalle linee rinascimentali è stato restituito alla sua originale bellezza.
Questo terzo incontro ha chiuso questo ciclo della ri-scoperta di Sortino e l’impegno assunto insieme al presidente del centro Diurno Anziani n’Zino Magnano, con la collaborazione del comitato di gestione ed il supporto dell’Amministrazione Comunale è quello di riprendere, nell’autunno di quest’anno, la visita alle chiese che non sono state considerate in questo giro.
Spero di essere stato utile alla rivisitazione dei luoghi della memoria a quanti leggeranno questi ‘appunti di viaggio’ sul blog dei “Sciurtinisi no munnu”. Francesco Raffa

ALCUNE FOTO DEI PARTECIPANTI:

20 maggio 2009

TURISTI A SORTINO - ALLA CHIESA DELL'ADDOLORATA

Il centro diurno anziani di Sortino, guidati da Franco Raffa, ha organizzato un'altra "gita" ai monumenti sortinesi.
Dallo stesso Franco Raffa, ricevo delle foto e la seguente relazione:

VISITA ALLA CHIESA DELL’ADDOLORATA annessa al Convento dei Padri Cappuccini.
Il comitato di gestione ha organizzato dei tour alla riscoperta dei monumenti locali, ed essendo stato interpellato a fungere da guida turistica non ho saputo resistere alla tentazione di accettare.
Ho accettato di buon grado per il semplice fatto che i capolavori d’arte del nostro paese mi hanno sempre affascinato ed in questa occasione ho potuto regalare ai partecipanti la presentazione delle chiese, delle suppellettili di alcuni arredi sacri e di particolari capolavori che le decorano.
La seconda giornata era programmata per la visita della Chiesa dell’Addolorata, ovvero la Chiesa del Convento dei Frati Cappuccini.
Questa visita è iniziata sul sagrato della Chiesa con l’affaccio sulla Costa di Sortino vecchia. Tanti i ricordi che alcuni dei partecipanti hanno richiamato alla memoria: il fiume Ciccio o ‘sciummi ra zza Pasqua’ dove si andavano a lavare le ‘truscie’ e dove si andavano a “ianchiari i tili.”
Il ricordo delle postazioni, delle pietre dove si lavavano e battevano i panni, le urla delle lavandaie, i scherzi e gli screzi… il ricordo dei momenti andati.
Ancora il ricordo degli ortaggi di grande pezzatura che si producevano nelle grassure (rasciure) sotto i Cappuccini: insalata, pomodori peperoni melenzane fagiolini e tanti altri tipi di ortaggi che venivano coltivati in maniera naturali e attraverso l’irrigazione che sfruttava le acque della civica fognatura..
Alcuni ricordavano u zu Luigi iatruzzetru che produceva pomodori grossi come una melanzana, teste di insalata enormi come una ruota di carriola, peperoni lunghi 30 cm ecc,. ecc. …
Il mistero di questi ortaggi geneticamente modificati ante litteram dal nostro zzu Luigi, ancor prima che la Monsanto pensasse agli OGM, è tutta racchiusa nell’uso e abuso che faceva dei coleformi fecali sortinesi. La primitiva canalizzazione dello scolo fognario ancor prima della realizzazione del depuratore era una fonte di approvvigionamento idrico per quanti avevano le ‘rasciure’ nella costa di Sortino.
Entrati in Chiesa ancor prima di illustrare gli aspetti architettonici ed iconografici della Chiesa dell’Addolorata ho fatto una sintesi della nascita dell’ordine dei Francescani e della tripartizione della famiglia in Frati Minori, Conventuali e Cappuccini.
I Francescani o meglio i frati minori conventuali arrivarono a Sortino nel 1527, testimonianza di questa data è la statua di Sant’Antonio da Padova oggi posta nel cortile del convento nella rampa d scala esterna che porta la piano delle celle. I conventuali erano e sono i fratelli maggiori dei francescani con alcune differenze nella regola che praticano. La loro sede in Sortino fu sin dal loro insediamento il convento di San Francesco che fu realizzato appositamente per loro nel sito ove oggi si trova, vennero a Sortino per volontà del Marchese Gaetani.
I Cappuccini, nati nel 1540 per un ritorno alla riscoperta del vangelo senza variazione alcuna,, vennero a Sortino intorno al 1550 e il loro convento fu fondato nel 1555 cosi come è scritto nella scala interna dell’ala ovest.
I Cappuccini si distinguono dagli altri due rami per il loro essere al fianco dei più semplici degli umili e vivevano il vangelo alla maniera dei primi cristiani. Avevano scelto di vivere accanto agli uomini e al servizio degli ultimi vicini ai sentimenti degli uomini, per questo le loro chiese sono tutte dedicate alla Vergine Maria nei titoli che la avvicinano agli uomini quella di Sortino è legata al dolore che accomuna tutti gli uomini.
La chiesa ad una navata con due cappelle laterale ha una volta affrescata intorno al 1850 .
I due affreschi della volta rappresentano uno il dono a san Francesco dell’indulgenza plenaria detta indulgenza della porziuncola per la remissione dei peccati e l’l’altro coperto dal soppalco del coro che rappresenta la Stella Maris. Una nave che solca il mare in tempesta: Il mare rappresenta il mondo, la nave rappresenta la chiesa, sulla vela è dipinto lo stemma papale e la vergine veglia sulla navigazione della procella.
L’ultimo affresco è la colomba che rappresenta lo Spirito Santo in corrispondenza dell’altare maggiore chiuso in alto dal disegno di Dio Padre, rappresentato come un anziano, nella pala d’altare centrale l’incontro di Cristo con la Madre chiude l’immagine della Santissima Trinità .
L’altare ligneo un capolavoro di falegnameria realizzato dal fine ebanista che era Fra Angelo da Mazzarino e incentrato sul Ciborio o tabernacolo a forma di Chiesa Barocca con undici nicchie. La Chiesa si erge su 12 gradini realizzati con legno di cipresso ed intarsiati con radica d’ulivo, di fichi d’india, di rosa, di legno di albicocco, avorio e anche tartaruga. I gradini rappresentano le dodici tribù di Israele ma anche i dodici apostoli. La porticina del tabernacolo e intarsiata in avorio con la rappresentazione di un ostensorio. Nelle due nicchie ai lati San Paolo e San Pietro, colonne portanti della Chiesa, accanto due serafini: San Michele Arcangelo – la forza di Dio che lotta contro il demone, e l’Arcangelo san Gabriele che cura le anime. Nella ripartizione superiore quattro nicchie con i Santi più importanti dell’ordine francescano: da un lato san Francesco e Sant’Antonio da Padova – santi della regola primitiva, dall’altro lato due santi della regola cappuccina Padre Fedele da Sigmaringa e fra Felice da Cantalice. Due santi cappuccini un sacerdote e l’altro fratello converso. In alto al Centro l’Immacolata, protettrice dei Francescani, ai lati Santa Sofia e Santa Lucia. In alto su un cupola in cuoio martellato un crocifisso in avorio e madreperla.
La grande pala d’altare rappresenta l’incontro di Gesù con la Madre. Un effetto scenico carico di pathos, denso di dolore che prende luce dal corpo di Cristo che la irradia alla scena. L’effetto scenico è impareggiabile il cromatismo accompagna l’occhio dello spettatore e ne cattura l’attenzione sul messaggio iconografico principale da trasmettere: questa tela va vista di presenza e non descritta in maniera accademica!
Ai lati quattro dipinti due grandi con gli Arcangeli Michele e Gabriele e nei riquadri la nascita di Maria e la Natività.
Da sottolineare che al momento della visita la grande pala d’altare era abbassata attraverso un marchingegno rudimentale di cavi e carrucole,e che al posto della pale sono visibile le otre 150 reliquie di santi pervenute al convento dei cappuccini che fanno da cornice alla nicchia ove è esposta la Nostra Signore del Cuore di Gesù, recentemente restaurata da Gianni Grillo.
Questa statua fu fatta realizzare in gesso fa Padre Eugenio Scamporlino nel 1887 con i soldi ricevuti dai Maltesi che per riconoscenza e gratitudine gli avevano chiesto di diffondere tale culto a Sortino. Dopo la comitiva di insoliti turisti si è trasformata in gruppo orante presso la tomba di Fra Giuseppe Maria da Palermo. Questo Giovine novizio è stato presentato nei tratti essenziali della sua personalità.
Un maggiore approfondimento sul Servo di Dio morto a Sortino in odore di santità si può avere tramite il sito http://www.fraticappuccini.it/fragiuseppemaria .
La tomba è stata realizzata in pietra nel 1928 dal maestro intagliatore Vincenzo Caruso da Sortino e contiene i resti mortali del Giovane Cappuccino morto a Sortino in odore di santità
La visita si è conclusa con la presentazione della ricchissima e antica biblioteca dei frati.
L’intervento di Fra’ Fiorenzo è stato illuminante per gli ospiti che non sapevano che il Convento di Sortino dal 1870 al 1963 era stato adibito a sede Universitaria della provincia dei Frati minori cappuccini per cui la Biblioteca si era arricchita di volumi utili alla formazione teologica e oratoria dei frati prima di essere ammessi agli ordini sacri.
La visita del coro, ha permesso ai presenti di godere della visione di uno dei capolavori più antichi di Sortino. Per l’occasione è stata esposta la pala d’altare dell’Addolorata, titolare della Chiesa, che era nella primitiva chiesetta dei frati cappuccini .
Prima di lasciare il convento l’attenzione dei visitatori è stata catturata dalle tre meridiane che campeggiano sui tre lati del chiostro. Padre Fiorenzo ha spiegato che Sortino rispetto all’ora italiana è tre minuti e undici secondo più indietro, inoltre ha precisato che le meridiane si leggono per differenza delle ore tra la lettura dell’ombra proiettata dallo gnomone rispetto al tramonto del giorno precedente. Di questo mi riprometto un approfondimento.
Le esternazioni dei partecipanti:”.. mai varcata la soglia del convento, … mai salito al piano delle celle,… mai vista la biblioteca, mai visitata la celletta e i cimeli di Fra Giuseppe,… impensabile sedermi nel coro insomma” questa visita è servita a quanti vi hanno aderito per scoprire capolavori e meraviglie che sono sempre a portata d’occhio ma che vengono disconosciute… abbiamo concretizzato delle scoperte per tanti. Francesco Raffa
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(per ingrandire clicca sulla foto)

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SORTINO - CHIESA E CONVENTO DEI P.P. CAPPUCCINI
(foto giannidip)
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4 maggio 2009

TURISTI A SORTINO - ALLA CHIESA MADRE

Qualche giorno fa, Nel post-stanza “L’ECO DELLA STAMPA”, ho riportato una notizia, con il seguente titolo:
Dal giornale “La Sicilia” del 29 aprile 2008.
Turisti nella loro Sortino.
Gli anziani scoprono i tesori della Chiesa Madre e del Collegio di Maria.
(chi non ha letto l’articolo, lo può leggere nel suddetto post).
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Ho chiesto all’amico ...cicerone ...Franco Raffa (lo stesso che sta cercando, anche, di “sbrogliare” la vicenda dell’organo della Chiesa Madre), qualche foto e un suo commento su questa prima escursione ai monumenti sortinesi.
Foto non ce ne sono, ma è arrivato il seguente commento:
Caro Gianni, molto ben volentieri ti esterno la mia sensazione che puoi anche pubblicare sul sito "sciurtinisi no munnu".
Strano ma vero ognuno di noi non pensa minimamente di potere essere un turista nel proprio paese.
La proposta del comitato di gestione avallata dal Sindaco mi ha fatto piacere.
Ho colto la proposta come una occasione di insolito passatempo. Le due ore dedicate a persone che frequentano il centro diurno è stato il modo di sentirmi turista io stesso insieme a loro.
Come tutti amo viaggiare e andare in giro a visitare siti, paesi, monumenti chiese e palazzi e provo sempre lo stesso senso di entusiasmo davanti alla materia modellata dall’uomo secondo il gusto estetico del periodo in cui furono realizzati i manufatti.
La stessa identica cosa provo ogni volta che per routine quotidiana passo davanti alle nostre chiese.
La fretta di solito attanaglia qualsiasi nostra azione quotidiana. Vivere i monumenti del luogo natìo non stimola affatto la curiosità: sono lì da sempre, nulla di particolare, elementi di arredo urbano.
Le chiese, inoltre, sono luoghi che accompagnano e contraddistinguono alcuni grandi eventi della nostra vita: la nascita - il battesimo, la somministrazione dei sacramenti, che da noi vuoi per tradizione vuoi per scelta sono ancora molto sentiti e partecipati- Il matrimonio prima del lauto convivio ci riporta ancora in Chiesa. Chiesa scelta rigorosa in funzione di una bellezza estetica che colpisca l’occhio alla quale vogliamo legare il ricordo di un giorno talmente importante che farà da sfondo alle foto.
Infine il distacco terreno è contraddistinto sempre dal passaggio in Chiesa!
Dalla nascita alla morte le Chiese scandiscono la nostra vita, parafrasando Toqueville nella Democrazia in America.
Pur essendo sempre testimoni dei momenti più importanti della vita di ognuno di noi le sconosciamo. Questa la regola ma ci sono le eccezioni: i cultori di storia patria, i curiosi della conoscenza, i turisti fai da te o turisti per caso.
Ecco io ritengo di appartenere ai curiosi della conoscenza che cercano riscontri nelle fonti d’archivio.
Sulla scorta di tale curiosità la conoscenza che ho acquisito guardando i monumenti e poi leggendo le magre pubblicazioni sul patrimonio architettonico e artistico l’ho profusa nell’incontro con i circa quaranta meno giovani che hanno avuto la bontà di lasciarsi incantare o tediare dalla mia spiegazione.
La presentazione del piazzale nel bicromatismo geometrico di stampo romano, la simbologia delle figure geometriche, il richiamo dello stesso disegno nei nostri ‘vancali’, il perimetro delimitato dagli alti plinti reggenti le anfore sormontate dalle pigne.
Le pigne richiamano il culto dionisiaco e qui simboleggiano la fecondità. Il primato della chiesa sul marchesato: prospetticamente la facciata della chiesa madre è avanzata rispetto al Plesso scolastico una volta Castello del marchese Gaetani.
Alcuni accenni sono stati posti sulla tripartizione della facciata sia orizzontale che verticale, i fregi le conchiglie i festoni i fiori insomma. Mi sono sforzato di soddisfare quella curiosità che era già stata mia e quindi in maniera semplice e simpatica ho cercato di non annoiarli e farli sentire importanti.
Spero di essere riuscito in questo intento. Ho notato un grande interesse da parte di tutti. Il livello culturale era quello delle nostre brave Mamme, come tale andava servito e spero di averlo servito con molta dignità.
Mi sono sentito gratificato per l’attenzione prestatami e sono orgoglioso di essere figlio di cotanta maternità. Ho visto i loro occhi esprimere la gioia di un arricchimento culturale sul simbolismo, artistico religioso oscuro e arcano di cui non erano mai stati resi edotti .
Quando ho spiegato il ciclo di affreschi dei tre affreschi del Crestadoro li ho tenuti per circa un venti minuti con il naso all’insù, scendendo nel particolare degli eventi narrati: il primo biblico, la cacciata di Eliodoro dal tempio, il secondo evangelico il sacrificio della vittima innocente “ l’Eucaristia” e i 4 evangelisti. Il terzo etico religioso: il trionfo della fede sull’errore con tutti i particolari rappresentati e le varie allegorie.
Un accenno all’impianto planimetrico, alle dodici colonne agli stucchi delle quattro colonne che sorreggono la volta del transetto: i quattro dottori della chiesa latina.
Non ho trascurato di spiegare il cromatismo delle pale d’altare delle navate laterali che con i loro giochi di chiaro e scuro sono state pensate e realizzate per accrescere il coinvolgimento emotivo, in particolar modo il dolore materno per la premorte del figlio nella Madonna dello Spasimo di Olivio Sozzi.
Il commento più bello da parte di alcuni è stato “ in verità non avevo mai capito cosa rappresentassero tutti questi disegni nel tetto! Dopo sessant’anni che entro qui finalmente so cosa vogliono dire.”
La visita della Chiesa e del Collegio di Maria è servita come richiamo nella loro memoria di un tempo andato, buona parte dei partecipanti ha dei ricordi legati alla loro infanzia: l’ asilo, la scuola elementare, l’apprendimento dell’arte del ricamo e la realizzazione dei loro corredi.
Nessuno sapeva che il Collegio fosse stato realizzato dal Marchese Gaetani e del sacerdote Blundo per l’istruzione dei Sortinesi , questa è stata una lacuna colmata.
Questa occasione ha permesso di fare la conoscenza di alcuni illustri sortinesi, Il Marchese Cesare Gaetani, Il sacerdote Blundo il Parroco Salvatore Rigazzi, il Parroco Gurciullo…. la cui memoria è legata a questa istituzione che per trecento anni circa ha accompagnato l’evoluzione del nostro paese.
Il saluto del presidente ed il suo ringraziamento mi ha reso felice e soddisfatto.
Io penso che si sono divertiti e che al prossimo incontro ci sarà una maggiore adesione.
Francesco Raffa.
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Grazie Franco per la bella ...esternazione.
Per sopperire alla mancanza di foto (delle quali non ne so fare a meno nei vari post che pubblico)ho pensato di pubblicarne alcune fra quelle che ho fatto nel mese di marzo scorso, alla nostra Chiesa e al piazzale, nella veste primaverile (ciottolato su prato ...sortinese).
Per vedere tutte le foto cliccate sull'icona qui sotto:
SORTINO - CHIESA MADRE

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per un tour della piazza cliccate (QUI)
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25 aprile 2009

il G8 AMBIENTE a SIRACUSA

AMBIENTE: TUTTO IL MONDO A SIRACUSA
- SIRACUSA, 22 APR - Apre nel pomeriggio a Siracusa il G8 Ambiente, vertice dei ministri dell'Ambiente che si svolge fino al 24 aprile al Castello Maniace. Cambiamenti climatici e biodiversita' i due temi centrali. Sul primo punto chiave le tecnologie a basso contenuto di carbonio e l'alleanza sullo sviluppo sostenibile. Per salvare le specie in arrivo la ''Carta di Siracusa''. Obiettivo del vertice, facilitare il dialogo in vista della Conferenza Onu di Copenaghen di dicembre per un nuovo accordo dopo Kyoto. (ANSA).
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Un tema controverso, quello delle cause che stanno determinando il riscaldamento globale del nostro pianeta.
Mi sembra, che nessuno neghi, che ad incrementare l’innalzamento della temperatura, sia la Co2 (anidride carbonica).
Tutti sono d’accordo che occorre ridurla.
Mi sembra anche di aver capito che le discordanze sono, sul “come”, su “chi” e in “quanto tempo”.
I paesi emergenti (Cina India), vorrebbero farlo meno degli altri, affermando che i livelli attuali di Co2 sono stati “prodotti” dai paesi industrializzati e quindi lo sforzo maggiore spetterebbe a questi paesi.
Come andrà a finire?
Intanto, sembra che il ministro Italiano per l'miente Stefania Prestigiacomo e il collega australiano Tony Burke hanno firmato un accordo per la cattura e lo smaltimento dell'anidride carbonica NEL SOTTOSUOLO...
Questa, è una di quelle notizie che sembra salvare capra e cavoli, ma ...
se nulla si crea e nulla si distrugge...?

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Una canzone può cambiare il mondo?
(garda il video e leggi il testo)
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Anima mia
si perde nel tuo silenzio
e non sappiamo più dove andare
Tutti quanti insieme salteremo in aria, BUM!
un vero e proprio attacco atomico in nome dell’energia
l’inevitabile scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia
causerà poi la scomparsa di città meravigliose come Venezia
E l’acqua del mare più in alto salirà il Po e tutte le città
sommergerà.Tutti quanti insieme salteremo in aria,
BUM! Potremo finalmente respirare
senza quei gas
di cui siamo già
contaminati
da quelle scorie
nucleari che
che in nome di
quel libero
commercio
e della
globalizzazione
è possibile portare
il cancro nelle
case dei cittadini
Sognando Chernobyl
e i figli suoi
già sparsi
in tutto il mondo
per inquinare ciò che poi vediamo…

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10 aprile 2009

LA TERRA TREMA

Oggi 10 aprile 2009, venerdì santo, il pensiero e la solidarietà sono rivolti alla gente d’Abruzzo, che sta subendo le conseguenze disastrose del terremoto, che ha distrutto le loro case, uccidendo molte persone che le abitavano.

Ogni volta che succedono questi eventi sismici, non posso fare a meno di pensare al “nostro” terremoto del 1693 che distrusse completamente la vecchia Sortino.
Giuseppe Briganti, nel suo libro “Erbesso Pantalica Sortino”, così descrive quei tristissimi giorni: << ... La prima scossa si ebbe nella notte del 9 gennaio 1693, verso le ore quattro, e, a Sortino, caddero parecchie case e chiese. Gli abitanti colti nel sonno, reagirono subito al primo momento di stupito sgomento, cercando di rimuovere le macerie e di portare sollecito aiuto ai feriti, [...] Si era giunti, così, alla domenica 11 gennaio la gente si recò in chiesa ad ascoltare le messe [...] Molti dei fedeli vi fecero ritorno la sera, per cantare il “Te Deum” di ringraziamento per lo scampato pericolo. Erano le ore 21 quando l’inno del popolo in preghiera fu sommerso da un boato assordante, mentre le mura rimasti in piedi crollavano sui devoti e i massi, che venivano giù dalle montagne sovrastanti, spazzavano le case nel loro cammino di morte e, di essi, si vedeva solo la fitta polvere e si udiva l’assordante rumore nella valle. Fu un momento di folle terrore che attanagliò gli scampati laceri, insanguinati, disperati per la morte di congiunti e amici. Quello, che era stato un paese, fu subito trasformato in un cumulo di macerie informi, in un enorme cimitero, più di 1500 morti, dove i vivi, che vagano, invocando le persone care, sembravano i fantasmi di un sogno macabro. E, a dare a questo spettacolo le dimensioni di un incubo, sopraggiunse un temporale, con tuoni, fulmini e pioggia a dirotto, mentre tutto quello sfacelo veniva illuminato, a tratti, in quella notte buia di terrore, dai lampi ricorrenti. [...] I fiumi in piena avevano travolto le colture e la terra squarciata aveva inghiottito alberi e casolari. Sembrava che tutte le forze della natura si fossero date convegno per annientare quel paese, già tanto martoriato >>

Il collegamento tra la giornata di oggi (venerdì santo) e il terremoto che distrusse Sortino è dato dal fatto che questa mattina presto, come saprete, si è svolta a Sortino la processione di Gesù legato alla colonna ( U Nummu ru Gesu). Questa statua lignea risale a prima del terremoto del 1693 e che, come scrive il parroco Andrea Guriullo, <<...fu trovata intatta sotto le pietre nell’anno 1697...>>.
Come tutti sanno, Sortino fu ricostruita più in alto del sito originale (new town?...), ma la cosa che non riesco a comprendere come è potuto accadere che, ricostruita la nuova Sortino, il vecchio sito è stato completamente dimenticato e, nel corso degli anni, si è trasformato in tante piccole e grandi proprietà private.
Da qualche anno a questa parte, grazie all’ostinazione di Gioacchino Bruno, Gek, (nipote del mitico Gioacchino) presidente dell’associazione SciliAntica, alla signora Maria Cannata, che ha messo a disposizione la sua proprietà, ai volontari della stessa associazione che, con lavoro, amore, pazienza e tenacia stanno riportando alla luce una parte della vecchia Sortino medioevale dove i nostri avi sono vissuti per secoli, fino all’evento catastrofico del 1963.
Nell’estate del 2007, accompagnato dal suddetto Gioacchino Bruno, ho visitato la piccola zona degli scavi. Dalle foto di quella visita ho ricavato un videoclip che trovate alla fine di questa non breve dissertazione...
A segire trovate anche la processione do Nunnu ru Gesu del 2006.

Auspico che, nel prossimo futuro, tutta la zona possa diventare un sito archeologico visitabile, per ricordare alle generazioni future il luogo dove i nostri progenitori vissero e i loro amici e parenti ci sono rimasti per sempre.
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Mappa di Sortino Diruta.
Eseguita da Gioacchino Bruno jr nel 1993
(per ingrandire cliccare sulla foto)

Sortino diruta: lavori di bonifica
foto dario Minnalà
Sortino diruta: Resti del muro della vecchia Chiesa Madre
foto Dario Minnalà

S. Maria del Soorso.
Il quadro trovato e donato dalla famiglia Guglielmini.
Da sinistra: Sig. Guglielmini con la figlia Lucia, Dario, Jack Bruno, Paola Pinchon e Luigi Ingaliso.
foto inviata da Dario Minnalà

Mappa sismica dell'Italia

25 febbraio 2009

TRENINO VAL D’ANAPO

Dal sito “ORSA” leggo questo programma:
"Domenica 1 marzo si terrà la 2a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate,
promossa da Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce)
per celebrare i progetti di recupero dei tracciati ferroviari non più utilizzati esistenti in Italia.
Si tratta di un patrimonio importante, da tutelare e salvare nella sua integrità, trasformandolo in percorsi verdi per la riscoperta e la valorizzazione del territorio o ripristinando il servizio ferroviario con connotati diversi e più legati ad una fruizione ambientale e turistica dei luoghi.
In tutto il Paese esistono, infatti, piccole ferrovie che potrebbero potenzialmente funzionare come veicoli per un turismo diverso, meno impattante sull'ambiente, più vicino alle realtà locali,
ai territori emarginati.
Così come esiste tutto un patrimonio di impianti (stazioni, depositi, ponti, gallerie ecc.) che meritano un utilizzo diverso. (.......)" per il seguito del programma cliaccare (QUI)
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Mi sembra che anche nel nostro territorio c’è una ...certa ferrovia dimenticata...
A questo proposito voglio dire che:
nel 2008, è uscito un libro scritto da P. Amedeo G. Iàia, (cappuccino)
dal titolo:


“SORTINO IERI E OGGI” -sintesi storica-.
Al libro è allegato anche un cd con diversi brani scritti (o suonati) dall’autore stesso.
Ce né uno nel quale, con la sua stessa voce, racconta un episodio di storia, legato al trenino a vapore che attraversava la nostra valle dell’Anapo, e che potete ascoltare nel sottostante video,
al termine del quale ho anche trascritto l’accorato appello di P. Amedeo Iàia, per il ripristino dello storico trenino.
Un appello che mi sento di condividere, con la speranza che qualcuno, raccolga il suo “grido di dolore”
dando vita a un Comitato (al quale mi unisco fin da ora)
con la finalità di promuovere tale ripristino.
Oltre al video sul libro su P. Amedeo Iàia, ne seguono altri due che illustrano un breve viaggio virtuale, a bordo di un altrettanto virtuale trenino, realizzato con mie riprese eseguite nell'estate del 2008, grazie al sig. Seastiano Pulvirenti, che mi ha ospitato nel suo camioncino, diretto alla "posta" di fasceddi tradizionali, in prossimità della ex stazione "necropoli di pantalica".

Per la visione cliccare sul "play" del primo e, alla fine di questo, in automatico saranno riprodotti i successivi.
Buona visione:
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Chi volesse avere notizie storico-tecniche :
sul trenino e sulle ferrovie dimenticate
della Sicilia, li trova nei seguenti link:
-Ferrovia_Siracusa-Ragusa-Vizzini
-stazione di Ragusa
-Mappa delle ferrovie abbandonate
-Immagini
-Scorcio a 360° della valle dell'Anapo

6 febbraio 2009

PARCO NAZIONALE DEGLI IBLEI

Dal giornale La Sicilia del 04 febbraio 2008:
Sì del Tar al parco degli IbleiAllinea a sinistraE' stato respinto il ricorso promosso dalla Regione.
Sarà la prima riserva nazionale della Sicilia.
Verrà istituito il Parco nazionale degli Iblei. Il Tar (Tribunale regionale amministrativo) ha infatti respinto il ricorso della Regione che si era opposta all'istituzione di questo Parco naturale sostenendo che essendo la Sicilia a statuto speciale non si potessero istituire parchi nazionali. Invece secondo il Tar questo è possibile e quindi resta valida l'istituzione del Parco nazionale degli Iblei.
Sulla istituzione di questo parco c'era stata una certa preoccupazione da parte degli allevatori. Infatti si pensava che, oltre ai già vigenti vincoli paesaggistici, intervenissero altri vincoli che andavano a penalizzare sia la zootecnia che l'agricoltura.
Preoccupazioni per le attività produttive avevano espresso anche le Camere di commercio di Siracusa e Ragusa.
Da parte di Paolo Uccello, che è stato, da assessore provinciale all'Ecologia, tra i promotori per l'istituzione di questo parco, si tratta di preoccupazioni non giustificate in quanto l'istituzione del Parco salverà uno straordinario giacimento di biodiversità, di ricchezza storica ed etnoantropologica, un modello di sviluppo ecosostenibile.
«Di tutto questo – afferma Uccello – si potranno avvantaggiare sia la zootecnia sia la agricoltura creando un marchio che potrà garantire la qualità del territorio ibleo».
L'istituzione del Parco, inoltre, apre la possibilità di grandi opportunità e vantaggi poichè si possono sfruttare leggi, regolamenti e fondi considerevoli e si potrà avere un sicuro incremento di flusso turistico interessato al paesaggio ed alle caratteristiche uniche delle aree iblee. La biodiversità è data da migliaia di specie vegetali ed animali. La particolarità di questo territorio si evince dal fatto che nel resto dell'Europa sono centinaia queste specie vegetali ed animali: in un metro quadro negli Iblei possiamo individuare quindici specie diverse di piante.
Il Parco degli Iblei insisterà per il 60% il territorio siracusano. È il primo parco nazionale, in quanto gli altri che sono stati istituiti in Sicilia sono regionali. Il parco degli Iblei, quindi, è alla stessa stregua di quello dell'Abruzzo, della Valle d'Aosta, del Trentino, e rappresenta una occasione di sviluppo del territorio. Infatti con l'istituzione del parco degli Iblei ci sarà la possibilità di dare una certificazione di qualità ai prodotti e al territorio con la creazione di filiere produttive e pratiche agronomiche sempre più attente all'ambiente.
Con l'istituzione del parco nazionale degli Iblei, inoltre, si potrà rimediare a quel dissesto idrogeologico che è stato causato dall'incuria e dall'abbandono delle campagne.
P. M.
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L'articolo del giornale, mi dà lo spunto per fare alcune considerazioni:
Il mio parere (per quello che può contare), è che un parco nazionale (e sottolineo “nazionale”) degli Iblei sarebbe (o è) cosa buona e giusta.
Importante che non si trasformi nella solita “colonizzazione” territoriale com’è avvenuto per la nostra (e sottolineo “nostra”) valle dell’Anapo da parte della forestale.
Sicuramente, ci potrebbero essere nuove occasioni per nuovi posti di lavoro, sperando (anche per questo aspetto) organizzati in modo diverso e più ....produttivo rispetto a quelli dell’attuale forestale (mi pare che bastano circa 100 giorni per avere diritto a una serie di riconoscimenti finanziarie abbastanza sostanziose).

Vorrei anche raccontare che, questa estate, ho conosciuto un dirigente dell’associazione Ente Fauna Siciliana, la quale è stata tra le prime associazioni che ha promosso e si è battuta per l'istituzione di questo parco.
L’occasione è stata una bellissima e lunga passeggiata nelle spiagge della riserva di Vendicari (con il relativo reportage fotografico che appena possibile vorrei mostrarvi), per il monitoraggio d’eventuali orme di tartarughe marine, che in quel periodo depositano le uova proprio in quelle spiagge (lo sapevate? Io no!).
Quel giorno, già interessante solo per vista di questi bellissimi luoghi, la persona che mi accompagnava (Paolo Pantano), sapendo che ero Sortinese, mi disse che proprio nella nostra cittadina, nel 2003, era stato tenuto un convegno inerente al futuro parco degli Iblei e che, di questo convegno, la stessa associazione aveva pubblicato un libro (costo 10 euro) con gli atti” dello stesso.
Ebbene il libro è ...quiiiiii!
Per chi avesse tempo e voglia di farlo, ho “estrapolato” una serie di pagine con gli interventi (alcuni parziali, alcuni integrali, come quella dell’allora Sindaco Orazio Mezio) che si possono leggere nella sottostante “galleria fotografica”, in modo da farsi un’idea del “lavoro” che ci sta dietro a certe iniziative.
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L'UOMO NEGLI IBLEI
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link di approfondimento:
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PASSEGGIATA
OASI VENDICARI - DA ELORO A CALAMOSCHE

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2 febbraio 2009

A pasta co sucu de purpetti


Il nostro caro Gianni ha detto: "Caro fulvio, se aspettiamo che fai la ricotta.....stiamo freschi..."
e si Gianni, infatti se ti ricordi di quando tu vivevi ancora a Sortino, "i picurari o ricuttari" sai come
"vanniiaunu" per vendere la ricotta? "i ricotti... frischi" e quindi stiamo al discorso.... (scherzo)
Riguardo alle palline di carne, ad esempio quelle al sugo, io qua preferisco fare delle vere e proprie polpette, da mangiare poi con la pasta, e di solito le preparo cosi':

su 1/2 chilo di carne trita (mista) che basta per 4 persone aggiungo:
2 uova (crude)
del prezzemolo
1 spicchio di aglio tagliato a fettine
2 fette di pane biscottato messo a mollo (ingrediente facoltativo, solo per aumentare la massa)
un goccetto di vino
del formaggio grattugiato
sale e pepe
del pane grattugiato
il tutto viene mischiato e amalgamato , nel frattempo metto a cucinare, una comune salsa di pomodoro, e mentre la salsa cuoce, faccio della carne delle polpette che faccio friggere ambo i lati per un paio di minuti, dopodiche' aggiungo le polpette al sugo e lascio cuocere ancora una mezzoretta, nel frattempo ho fatto cuocere la pasta e quindi condisco la pasta col sugo, metto anche un paio delle polpette sopra e... vi posso dire che l'ho appena mangiata... che bonta'
ciao Fulvio

23 gennaio 2009

I "NFIGGHIULATI"




Grazie al nostro amico Gianni DP, che ha fatto in modo di farmi arrivare per posta da Busnago (MI) ad Amburgo, della nepitella o meglio "nebbita" secca, quindi questa nepitella venuta dalle assolate "rasciure" di Sortino, e pure lei emigrata per l'hinterland di Milano, e dopo una pausa padana, ha continuato la migrazione fermandosi qui, a 1200 chilometri a nord di Milano.

L'intento di questa azione era appunto quella che volevo cimentarmi a fare le famose "nfigghiulati"
e quindi proprio ieri pomeriggio armato di buona volonta' mi sono alzato le maniche ed ho preparato l'impasto, ho preparato dapprima delle pizze, poi una bella "mpanata"di patate cipolla e "sasizza" (fatta giorni addietro da me), e quindi con la pasta rimasta ho preparato delle nfigghiulate (3 pezzi) poche visto che era un esperimento, e quindi seguendo la ricetta della signora Rita ho fatto le suddette "nfigghiulati" che debbo dire sono riuscite quasi perfette, cioe' la prossima volta a mio avviso debbo aggiungere all'impasto un po' di grasso in piu', se no come detto buonissime, grazie a Gianni e a Rita.
Aggiungo la foto che e' venuta un po' scura, e se le carica aggiungo ancora una foto "ca mpanata"
e ancora una foto con della ricotta e un "catrozzo di sasizza"
ciao, ciao, Fulvio

18 dicembre 2008

AUGURI - NATALE E COMPLEANNO BLOG



Cari
amici del blog
"sciurtinisi no munnu"

in questi giorni, la nostra
"chiazza" virtuale festeggia
il suo primo compleanno. Quello
che solo un anno fa era un ...embrione,
oggi sono...due gemelli conosciuti e visitati da
tutti voi, che fino ad oggi, siete stati 7600 con 18300
pagine viste. Quale occasione migliore per ringraziarvi
per la benevolenza e l'interesse che avete dimostrato alle due
"creature"
e per
auguravi
buon Natale
e un felice 2009
((((((((Gianni e Rita))))))))
((((((((((((((())))))))))))))))
(((((((((())))))))))
((((((()))))))
((((()))))

Clicca sulla freccia play
Ascolta la musica
e
leggi il testo

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C
A
R
O

A
M
I
C
O
TI SCRIVO
COSI' MI DISTRAGGO UN PO' E
SICCOME SEI MOLTO LONTANO...... PIU'
FORTE TI SCRIVERO'. DA QUANDO SEI PARTITO
C’E’ UNA GROSSA NOVITA’ L’ANNO VECCHIO E’ FINITO
ORMAI, MA QUALCOSA ANCORA QUI NON VA. .....SI ESCE
POCO LA SERA COMPRESO QUANDO E’ FESTA, E CE’ CHI HA
MESSO DEI SACCHI DI SABBIA VICINO ALLA FINESTRA ....E SI STA
SENZA PARLARE PER INTERE SETTIMANE...... E A QUELLI CHE HANNO
NIENTE DA DIRE DEL TEMPO NE RIMANE. MA LA TELEVISIONE HA DETTO
CHE IL NUOVO ANNO PORTERA’, UNA TRASFORMAZIONE E TUTTI QUANTI
STIAMO GIA’ ASPETTANDO...... SARA’ TRE VOLTE NATALE E FESTA TUTTO IL
GIORNO.... OGNI CRISTO SCENDERA’ DALLA CROCE.... ANCHE GLI UCCELLI
FARANNO RITORNO. CI SARA’ DA MANGIARE E LUCE TUTTO L’ANNO, ANCHE I
MUTI POTRANNO PARLARE, MENTRE I SORDI GIA’ LO FANNO........ E SI FARA’
L’AMORE OGNUNO COME GLI VA.......... ANCHE I PRETI POTRANNO SPOSARSI,
MA SOLTANTO A UNA CERTA ETA’.... E SENZA GRANDI DISTURBI QUALCUNO
SPARIRA’ SARANNO FORSE I TROPPO FURBI E I CRETINI DI OGNI ETA’.VEDI
CARO AMICO COSA TI SCRIVO E TI DICO........ E COME SONO CONTENTO DI
ESSERE QUI IN QUESTO MOMENTO VEDI, VEDI, VEDI, VEDI, VEDI, CARO
AMICO COSA SI DEVE INVENTARE PER POTER RIDERCI SOPRA... PER
CONTINUARE A SPERARE......... E SE QUEST’ANNO POI PASSASSE IN
UNISTANTE VEDI AMICO MIO COME DIVENTA IMPORTANTE CHE
IN QUESTO ISTANTE CI SIA ANCH’IO............. L’ANNO CHE STA
ARRIVANDO TRA UNA ANNO PASSERA’, IO MI STO
PREPARANDO.............. E’ QUESTA LA NOVITA’.
(Lucio Dalla)


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NATALE IN CASA CUPIELLO - PARZIALE- (4 video)

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