25 aprile 2011

25 APRILE e LURNI 'PASQUA

Quest'anno (2011) il 25 aprile coincide con il lunedì di Pasqua.
Alcuni hanno sollevato la polemica se festeggiare l'una o l'altra ricorrenza.
A me pare che nello stesso giorno si passano festeggiare le due ricorrenze.
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Per la festa della liberazione vorrei citare le parole del giovane partigiano Giordano Cavestro (nome di battaglia "mirko"), 18 anni, studente di Parma, medaglia d'oro al valor militare, appena prima di essere fucilato dai nazifascisti il 4 maggio 1944:

"Ora tocca a noi!
Andiamo a raggiungere gli altri gloriosi caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.
Voi sapete il compito che vi tocca.
Io muoio ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa grande e bella.
Siamo alla fine di tutti i mali.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che é così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza é spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà".

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Per quanto riguarda il lunedì di Pasqua, ricordo che negli anni cinquanta,  tutti i sortinesi, piccoli e grandi, ci recavamo "na via ri San Gilormu" (attuale viale Mario Giardino) per una scampagnata generale che coinvolgeva tutti (sarebbe molto interessante se qualche visitatore di questo blog avesse qualche vecchia foto, o filmino, d'epoca).
Durante il passeggio che si svolgeva nella suddetta via, noi... maschietti "sfoggiavamo" quella che in dialetto chiamavamo " a scetru cull'ova" e le bambine "a pupa cull'ou" a forma di bambola, oppure "a uggiacca" che era a forma di borsetta.
Anche nei paesi vicini c'era la tradizione di queste "figure" che le mamme preparavano ai loro bambini.
Una mia cugina, di origini melillesi, mi ha raccontato che da bambini recitavano la seguente filastrocca.

Santu Cristu! (indicando le due "figure")
Biniricitimi chistu e chistu:
Auceddu di me patri
e a palumma ri me matri.
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Il parroco di Sortino Andrea Gurciullo (Sortino 1719-1803), racconta:
[...] Non minore era il fervore e lo brio del popolo nella concorrenza alla chiesa di San MauroAbate e Eremita situata mezzo Melilli e Sortino nel lunedì di Pasqua precisamente doppo i terremoti: perché moderna dicono essere stata detta festa di brio inventata e promossa dal Sac. D. Vincenzo Costantino.
Ho andato medesimamente io a detta chiesa in detto giorno di lunedì essendo ragazzo e vedeva un popolo di Sortinesi e Melillesi quali in quelle campagne si divertivano mangiando e bevendo [...].
(dal libro di Dionisio Mollica "Andrea Gurciullo" pag. 99 - Morone editore)
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A UGGIACCA
ASCEDDU CU L'OU (foto inviata da "sautaaiatta")
Cassateddi i Pasqua (fatti in casa) 
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Lunedì di Pasqua a Sortino
(anni sessanta)
(foto inviata da Enzo Buccheri)

22 aprile 2011

PASQUA 2011

Quest'anno, non trovandomi a Sortino per documentare le varie funzioni e manifestazioni della Pasqua Sortinese, vorei riproporre (a beneficio di chi non li ha visti) alcuni video della Pasqua dell'anno scorso (2010).


Per la presentazione dei video  userò (per... pigrizia mentale), le stesse parole scritte in occasione della precedente pubblicazione.
Buona visione e....
BUONA PASQUA A TUTTI
(gianni dip)
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GIOVEDI' SANTO
Prima parte del video:
                                  “I SAPULCRI" (altari della reposizione).
Una volta si svolgevano, la sera del giovedì santo, in quasi tutte le chiese di Sortino e consistevano nella preparazione di altari particolari detti "della reposizione" e che i fedeli visitavano, sostando in un breve raccoglimento di preghiera.


Ricordo, da ragazzo, che questo, per noi, era l'occasione propizia e irripetibile per "seguire" le ragazze che, accompagnate dalle madri, facevano questo lungo giro del paese.


Una caratteristica tipica degli altari della reposizione era la presenza "DO LAURETRU" (ciotole di frumento germogliato, tenute per qualche giorno in ambiente buio per renderlo di colore verde chiaro).


Quest'anno (2010) i suddetti altari sono stati approntati soltanto in tre chiese: Chiesa Madre, Chiesa di Santa Sofia e Chiesa dei Cappuccini, nelle quali non sono mancati i vasi di "LAURETRU".


Anni fa, alcuni, malignamente, asserivano che, mentre le mogli (e le figlie) facevano il giro delle chiese, i mariti facevano quello delle ...osterie (putii i vinu) di Sortino.


Quest'anno (2010), essendo ormai scomparse le tipiche osterie, molti mariti (a cominciare dal sottoscritto...) "seguivano" (docilmente) fin dentro la chiesa, quelle che una volta erano giovani fidanzate ed ora sono giovani mogli...
Seconda parte del video:
“IL LAVANDA DEI PIEDI”
Le foto che documentano questa breve cerimonia mi sono state fornite dalla signora Maria Giuliano, che ringrazio per la gentile collaborazione.
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AVVISO: I titoli dei due video sono errati:
1) Non altari della deposizione ma altari della reposizione.
         2) Non lavaggio dei piedi ma lavanda dei piedi.
(Segnalazione di Vincenzo Giaccotto)         
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VENERDI' SANTO
L’evento più toccante di tutto il periodo è stata la tradizionale processione do “Nummu Ru Gesu” (alle quatto del mattino del Venerdì Santo), e che potete seguire per le vie del paese attraverso i prossimi quatto video .
La qualità delle immagini, come al solito, è approssimativa, ma conto sulla vostra benevolenza che, spero, vi faccia apprezzare il valore documentale dei video stessi.

Per la visione dei quattro video cliccare sula freccia  "play" del primo e, alla fine di questo, in automatico saranno riprodotti i successivi.
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Un'altro momento tradizinalmente toccante, è la cerimonia della "SCISA A CRUCI" che a Sortino si attua nel tardo pomeriggio del venerdì santo, alla fine della lunga predica detta "LE SETTE PAROLE".
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In questo post "Pasquale" non poteva mancare un accenno a quella tradizione (laica) sortinese la quale, in occasione di questa festa, prevedeva l’installazione della “naca”.
Chi non ricorda quelle due corde fissate al ramo di una pianta o al balcone di qualche casa, semplice spasso per grandi e piccoli .
Nel video che segue ho allargato il discorso a tutte le “nache”, recitando (si fa per dire...) una mia vecchia poesia del 1991 che, senza l’intermezzo del canto “la ò” sarebbe poca cosa.
Come si può leggere nei titoli del video stesso, questa bellissima ninna nanna è cantata dalla signora ROSA PRINCIPE, ed è stata registrata a Sortino il 26-11-2000, dal prof. Etno-musicologo Sergio Bonanzinga, pubblicata nel CD allegato al libro “Sortino, suoni, voci e memorie della tradizione” dello stesso Bonanzinga.
Di questo libro e dei due CD allegati ne abbiamo già ampiamente parlato in due precedenti post.
Chi li volesse trovare può ciccare (QUI) e (QUI).

A NACA
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A UGGIACCA
ASCEDDU CU L'OU (foto inviata da "sautaaiatta")

17 aprile 2011

L E P A L M E

Oggi, 17 aprile 2011, domenica delle palme.
In questo giorno, un pensiero non può non rivolgersi anche alle “nostre” palme di Piazza Giovanni Verga, che alcuni mesi fa sono state attaccate dal punteruolo rosso.
Nel corso del mio recente soggiorno a Sortino, più volte ho avuto modo di vedere i... miseri resti delle palme colpite.
Ad oggi, su dieci piante, quattro sono definitivamente prive della loro vita vegetale e dalla loro lussureggiante chioma. A vederle così incappucciate (avrei voluto dire “velate” ) ho provato una senso di tristezza e malinconia, quasi come quella che si può provare per la perdita di quattro amici.
Vorrei rendere partecipi, di questo stato d’animo, gli amici del blog con la pubblicazione della seguente foto.


Come molti sapranno, due delle quattro piante incappucciate, hanno una loro storia: la prima pianta, la più alta di tutte, era conosciuta come  “a parma di Ciminetru” giacché per molti anni è stata “abbrivirata” con l’acqua delle barbe, dal compianto barbiere Ciminetru, che aveva il salone di fronte alla palma stessa.
L’ultima palma, la possiamo definire “a parma di Lucio Gigliuto” visto che lui stesso ci ha raccontato in un’intervista (già pubblicata in questo blog) di averla piantata con le sue mani, nel lontano 1933-34, assieme a “Paulina a Miricana” scolari della sesta classe di allora.

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Ricordo che in occasione della domenica delle palme, alcuni ragazzi (per noi fortunati) mostravano, con soddisfazione, certi oggetti realizzati con palme intrecciate, frutto di una maestria che pochi sapevano praticare.
L’estate scorsa, trovandomi a Sortino, ho avuto la fortuna di assistere e filmare alcuni momenti di un corso sull’arte dell’intreccio delle palme, che si è svolto “na casa do fascitraru” ( museo dell’apicoltura).
In questo caso, il maestro Gino Di Pietro (mio amico d’infanzia), insegnava il metodo per eseguire una treccia-base per la realizzazione di svariati manufatti.
Seguendo con attenzione li primo dei due video che pubblico, chiunque potrebbe imparare questa antica tecnica.
Nel secondo video, oltre a continuare il discorso sull’intreccio delle palme, ci sono un paio di cose che, ai sortinesi nel mondo, sicuramente farà piacere vedere e sentire. Si tratta di una “riutura” (temporale) di fine agosto, che ha trasformato la nostra chiazza in un fiume, e di alcune storie e filastrocche “cuntati” e recitate da Paolo Birritta e da un giovanotto di nome Carlo.
BUONA VISIONE