15 marzo 2008

arrivo in america

HO VISTO UN FILM...


6 commenti:

luisor ha detto...

Questo video, che io avevo in passato avuto modo di vedere, è davvero bello. A me fa venire in mente i nuovi migranti, albanesi, rumeni, sudamericani, africani e quant'altri, tutti alla ricerca di un riscatto sociale che non è detto raggiungeranno.

Gianni Di Pasquale ha detto...

Caro luisor, hai proprio ragione.
In questi casi mi viene sempre in mente la "litania" che le nostre mamme e nonne rivolgevano ai morti, e parafrasandola, possiamo dire:
"cià ma statu commu a vui, cià ra siri comm'a nui" .
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Quello che tu avrai visto, è sicuramente il film "La leggenda del pianista nell'oceano" dal quale ho "prelevato" l'inizio, ho inserito le musiche e...
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Prossimamente inserirò un video, in quattro parti, che tratta la stessa materia (ne vedremo delle belle).
ciao

Anonimo ha detto...

"Miiiizzicata, ma na rizzatu i pili" a vedere questo filmato, poveracci, li ci vuole proprio la litania che pero'mi sembra che dice cosi:"cia' ra statu commu a nui,
cia' ma ssiri commu a vui...
Facendo le corna con rispetto parlando

Gianni Di Pasquale ha detto...

si, Fulvio, la litania è proprio come dici tu. Io l'ho "adattata" alla ...situazione:-)

Anonimo ha detto...

Una percentuale elevatissima della popolazione italiana,naturalmente per necessità e per crearsi un avvenire migliore,è emigrata.Su questo, credo che nessuno possa sostenere il contrario.Dalle Alpi a capo Passero,migliaia di italiani hanno scelto la via dell'emigrazione.Possiamo affermare,che noi italiani siamo un popolo di emigranti.Passiamo da un problema reale,complesso,discutibile finchè vogliamo ,,ma che purtroppo,lo è stato e credo,non finirà maiUna comitiva di buontemboni sortinesi commentava la storica impresa di Umberto Nobile,che poi finì tragicamentente.A questa allegra comitiva,si avvicinò un signore che di professione faceva l'insegnante elementare,ma che era di una ingenuità fortemente infantile:ascoltava,ma non interveniva,ma quanto si decise di avere dei chiarimenti sull'argomento, fece una domanda che di primo acchitto,non si prestava a nessuna ironia,perchè era legittima.Il maestro di scuola che non facciamo il nome,anche perchè nessuno lo ricorderebbe,chiese alla comitiva:ma questo Signor Nobile quanto arrivò al polo nord,cosa trovo?La comitiva,che non aspettava altro, sapete cosa rispose,con tutta la serietà che la domanda comportava?Signor maestro,ma Lei vuole saperlo per davvero cosa trovò? Ma certo,anzi non mi fate stare sulle spine,ditemi,ditemi:IL Generale Nobile,Le sembrerà strano,ma al Polo Nord,caro professore,trovò quattro vizzinisi che giocavano a tressette.Il personaggio in questione,non capì e rispose in questo modo: m........ghia,ma stì c........zi di vizzinisi a tutti banni sunu.Ho voluto raccontare questa storiella,quasi Pirandelliana,che l'emigrazione dobbiamo affrontarlo senza pregiudizi,con la consapevolezza che anche noi siamo un popolo di emigranti.Nunzio

Gianni Di Pasquale ha detto...

Caro Nunzio, la tua bella storia dei Vizzinisi al polo nord, mi ha fatto venire in mente un'altra storia al contrario, della quale, sicuramente tu saprai anche nomi e cognomi dei protagonisti.
Si tratta di quella storia riferita ad alcuni nostri paesani, che intendevano emigrare in America clandestinamente, con una nave mercantile. Concordato il compenso, con il comandante della nave, per il "passaggio" verso la sponda Americana, si imbarcarono nel porto di Augusta o di Siracusa.
Dopo un certo numero di giorni di navigazione, i nostri furono sbarcati a Pozzallo, facendogli credere di essere in America.
Al primo incontro con alcuni “indigeni” locali, i "nostri" hanno cercato di dialogare sforzandosi di farsi capire da questi "Americani", con frasi di questo genere:
"NOI ESSERE ITALIANI, VENIRE IN AMERICA A LAVORARE".
Al che, gli interpellati li hanno scambiati per clandestini americani, dando vita a dei dialoghi incomprensibili fino al chiarimento finale e alla delusione dei nostri nel ritrovarsi quasi al punto di partenza.
Tu, caro Nunzio, che mi dici di questa storia, ne sai qualcosa in più o è una delle tante barzellette alla sortinese?

Un'atra storia simile a quella che hai raccontato tu, si racconta a proposito dello sbarco del primo uomo sulla luna.
Sembra che il primo non fu Neil Armistrong, ma un pizzaiolo Napoletano che, appena l'astronauta mise piede sulla luna, lo accolse con la "vanniata":
A PIZZA! A PIII!