La scoperta, come ha fatto rilevare il giovane ricercatore Nunzio Tuccitto, apre le porte allo sviluppo di nuovi dispositivi elettronici miniaturizzati. Fra qualche anno, quindi, gli attuali computer, calcolatori, sensori, schermi ultrasottili entreranno a far parte dell'archeologia elettronica. Nei dispositivi elettronici odierni la corrente elettrica viene trasportata da fili di metallo, come il rame, l'argento o l'oro. Come spiega Tuccitto, per rendere ancora più piccoli i dispositivi elettronici è quello che questi fili di metallo non si possono miniaturizzare troppo per motivi tecnici. Quindi i dispostivi elettronici utilizzati oggi, come telefonini, computer ed altri sono ancora relativamente grandi come dimensione. Negli ultimi anni alcune ricerche hanno mostrato che è possibile condurre l'energia elettrica utilizzando non i metalli ma delle molecole organiche inserite in materiale plastico.
Il problema, come spiega il ricercatore sortinese, consisteva nel fatto che questi materiali innovativi riuscivano a condurre l'energia elettrica solo per distanze molto vicine allo zero. Quindi rimanevano inutilizzabili per essere impiegati nei dispositivi elettronici.
«Nella nostra ricerca – afferma Nunzio Tuccitto – abbiamo pensato di introdurre nel materiale plastico un complesso di cobalto, la bis-terpiridina, che funge da stazione di sosta per la corrente elettrica».
Paolo Mangiafico
